Una storia per Eraty

L’unica speranza per Mitch di salvarsi era in quella valigetta, una comune ventiquattr’ore in pelle nera, ora in possesso di due crudeli ex guardie svizzere che aveva tradito il casato papale per unirsi al malvagio casato dei Novi. Come l’aurora inseguita dalla notte, racchiudeva le speranze di un domani migliore, perché nell’ambito dell’ingegnere della conoscenza, nella definizione di ontologia, racchiude un significato assiomatico reificato a se stesso. Degli altri. Con il tuo.
Le parole non servivano, e comunque Mitch non sarebbe riuscito a mettere una frase insieme, era troppo occupato a tentare di capire il significato della reificazione. Ormai era spacciato, se non fosse stato per il suo asso nella manica: celava silenziosamente nascosto, nella tasca sinistra della giacca, un carro armato.  Ma si era scordato la benzina… e si era scordato anche della reificazione.
Le ex guardie svizzere lo contrastarono utilizzando la loro tecnica segreta, appresa nel casato papale: le noccioline. Ebbene si, i punti debole di Mitch erano: la reificazione, le noccioline e la carta igienica messa dal verso sbagliato.
Nonostante avesse sfoderato il meglio di sé, Mitch stava per essere sopraffatto da una valanga di noccioline, di quelle salate, che ti servono all’aperitivo e hanno un sapore misto tra morte e smog. La forza di volontà del ragazzo era impetuosa, talmente devastante che stava per diventare super sayan, però le noccioline radioattive lo avevano reso calvo, quindi la trasformazione non avrebbe avuto effetto.
L’ombra della sconfitta aleggiava ormai sopra Mitch come i pipparoli si aggirano attorno alle cubiste. Gli restava solo un’ultima carta da giocare, distese il braccio, indicando con violenza un punto non ben precisato dietro le ex guardie svizzere, per poi esclamare:
ATTENTI!
Quando loro si voltarono per verificare di cosa si trattasse era troppo tardi, Mitch aveva rubato loro la valigetta ed era fuggito dileguandosi nel nulla.
Arrivato in un posto sicuro, Mitch aprì la sua valigetta, all’interno c’era della gomma piuma che faceva da letto ad una busta sigillata, conteneva una lettera, la aprì, lui si aspettava che contenesse un messaggio con delle istruzioni da seguire per raggiungere la sua salvezza, ma trovò soltanto scritto “The Game“.
Mentivano. Per ora non restava che mettere la parola:

FINE

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