Storia di un nessuno.

 

Sono sempre stato un nessuno qualunque, sin da quando sono nato i dottori hanno detto ai miei genitori: “Congratulazioni è un nessuno”. Da piccolo i miei genitori mi scambiavano per mio fratello, anche se ero figlio unico, regalavano a lui i giochi più belli e io non ci potevo giocare.

I miei vicini di casa credevano che fossi un cane, alle volte mi davano delle crocchette in una ciotola, altre volte mi picchiavano con un giornale.

I miei migliori amici sono sempre stati immaginari, e nemmeno loro volevano mai giocare con me, alla fine uno di loro si è sposato con la mia ragazza immaginaria.

Non ho idea di quando sia il mio compleanno perché nessuno si ricorda se e quando sono nato, a Natale non ho mai ricevuto né regali né carbone, così un giorno ho costruito un fantoccio con le sembianze di Babbo Natale e mia madre gli ha regalato un trenino elettrico.

Un giorno sono riuscito a convincere mio padre che esistevo, poi è andato dallo psichiatra che lo ha dissuaso dicendogli che ero solo frutto della sua immaginazione.

Alle volte a scuola mi segnavano assente, anche se ero presente, ma di solito nemmeno mi chiamavano all’appello. Durante la ricreazione rimanevo seduto al mio banco a immaginare come sarebbe stato se mia madre mi avesse preparato una merenda… tuttavia i bulli non disdegnavano di picchiarmi, ma lo facevano con freddezza per farmi sentire meno importante.

Non ho mai avuto grandi sogni, la mia più grande aspirazione era di diventare un disoccupato e non sono riuscito a fare nemmeno quello, mi pagavano per occupare posti a trasmissioni televisive brutte.

Il telefono di casa non squilla mai, non telefonano nemmeno per pubblicizzare enciclopedie, poi ho comprato un telefono cellulare… nonostante ogni mese paghi 40,00€ di abbonamento, non mi hanno mai abilitato il numero… che poi, non saprei nemmeno chi chiamare.

Sono andato a vivere da solo, ma hanno venduto la casa in quanto secondo loro risultava disabitata, così ho provato a tornare a vivere con i miei, ma ho ottenuto soltanto delle denuncie per stalking.

Mi sarebbe piaciuto viaggiare, purtroppo la mia carta d’identità non mi identifica e la polizia di frontiera non lascia passare i tizi anonimi e asettici come me.

Necessitavo di affetto, così ho pagato una prostituta per fare del sesso, lei ha preso i soldi e ha detto che al massimo potevamo rimanere amici… ma se n’è andata subito senza lasciarmi nessun recapito… a seguito di questa esperienza ho comprato una bambola gonfiabile, l’ho trovata adatta alla mia personalità, educata, gentile e rispettosa, è stata la prima forma di plastica a cui abbia mai voluto bene e con cui abbia mai avuto una conversazione, gli ho voluto talmente tanto bene che non sono mai riuscito ad andarci a letto.

Ogni tanto mi imbucavo a qualche festa nella speranza di essere notato… in genere erano i buttafuori a notarmi… le loro nocche nelle mie gengive mi facevano sentire vivo… fino a che non perdevo i sensi.

Ho ricoperto un posto importante nella società… almeno credo, ovunque mi trovassi intralciavo la strada di qualcun altro. Ora non intralcio più nessuno, sono morto, me l’ha detto il dottore, poi mi hanno chiuso in una bara, avrei voluto dirgli che non mi sentivo deceduto, che al massimo avevo avuto un mancamento, ma non avrei voluto contraddirli, del resto non sono mica un medico io.

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