Driving

Sono arrivato al quinto articolo e per festeggiare ho messo un titolo in inglese, che fa sempre un po’ figo. Allora in questo articolo, qualunquista anch’esso, si parla di persone che guidano in maniera “bizzarra”, ecco, se apparteneste alla categoria citata ma non guidate in maniera “bizzarra” come descritto sotto, allora state tranquilli, non sto parlando di voi, se invece vi ritrovate in quello che ho scritto… bhè fatevi quattro o due o una risata e meditateci.

Ti alzi la mattina, fai colazione, ti lavi i denti, ti prepari, ti guardi allo specchio, sei felice, conscio che il tuo morale stia per inabissarsi negli oscuri meandri della quotidianità, esci di casa e prendi la macchina per recarti al tuo lavoro, e lì accade la mutazione: chiunque, anche le persone più cordiali, gentili e simpatiche, una volta alla guida della propria vettura, possono cambiare radicalmente umore/carattere/aspetto fisico/cognome.


Una volta alla guida perdi la cognizione col mondo esterno: non pensi al sole che sorge alla tua destra, al rumore del vento sulle siepi del vicino, al canto dei passerotti in calore, non pensi nemmeno al lavavetri nordafricano che è rimasto attaccato al tuo parafango due semafori fa, devi pensare principalmente all’asfalto e a quanto altro ne dovrai percorrere prima di arrivare, a meno che non percorri strade brecciate, in quel caso devi pensare al bianco della breccia, al colore nero della tua macchina e all’autolavaggio al quale elargisci ingenti somme di denaro, quasi per beneficenza, ogni settimana.
La maggior parte dei guidatori ha fretta, ma non solo perché hanno tutti impegni inderogabili istantanei, non solo perché per dormire 5 minuti in più partono all’ultimo istante, la gente ha fretta anche se sta facendo un giro per perdere tempo. L’ho notato anche su me stesso: faccio un giro più lungo per ascoltare la radio e poi m’incavolo se trovo il semaforo rosso.
Quando ancora la bicicletta era l’unico mezzo di trasporto che potevi trovare nel raggio di 200 kilometri, guidare era un vero piacere, e lo avresti fatto con tutta la calma del mondo, se non altro per vedere le facce meravigliate delle persone che gridavano al miracolo quando ti vedevano passare. Adesso, invece, la guida è una vera guerra: ad ogni rotonda/incrocio/semaforo/parcheggio puoi vedere la cattiveria delle persone manifestarsi in tutto il suo splendore, quattro ruote rendono l’uomo una bestia, per i prossimi modelli la FIAT ha pensato di installare dei lanciarazzi sulla parte anteriore e su quella posteriore delle macchine.
Dalle mie parti vanno molto di moda le rotonde, penso che stiamo per raggiungere il record di “più rotonde per kilometro quadrato”,  poi c’è una legge non scritta per cui quando il semaforo diventa verde devi aspettare una decina di secondi per partire, e infine la pioggia/neve/nebbia in superstrada fanno impazzire le persone: nella corsia di marcia la velocità media è di 40/45 km/h in quella di sorpasso si aggira intorno ai 120/130 km/h, una via di mezzo non esiste, se vuoi andare a 80 km/h devi farlo all’autogrill.
Ma la cosa veramente interessante delle macchine non è il motore, la combustione, il colore, gli interni… ovviamente è chi le guida: ognuno ha la sua storia, ha una meta, il suo stile di guida e un atteggiamento diverso al volante. Segue ora l’elenco dei tipi più bizzarri che mi è capitato di incontrare.

 
Il tipo vanitoso


Questo personaggio sfrutta ogni specchietto per guardarsi e ammirarsi in tutta tranquillità, noncurante del traffico che sta causando, costui si bea della sua stessa immagine riflessa. Gli sportelli diventano mura dietro le quali si sente inosservato, anche se tiene i finestrini spalancati crede di essere in un ambiente insonorizzato e canta a squarcia gola canzoni della Pausini, ma poi arriva l’inevitabile strombazzata di clacson che lo riporta nel mondo reale, allora salta sul sedile spaventato, gli leggi in faccia che sta pensando “Orco mondo e come ci sono finito in macchina?” in questo caso dopo essersi scusato arrossisce e riparte.

 
La donna


Non per essere sessisti, non sia mai, per me le donne guidano bene quanto gli uomini. *quest’ultima affermazione potrebbe non corrispondere a verità*. Tuttavia la donna mediamente è più distratta degli uomini (e se un uomo alla guida è distratto è sicuramente per colpa di una donna), ma non perché siano mentalmente inadatte alla guida, ovviamente sono più distratte perché hanno più cose a cui pensare. Generalmente la donna è pericolosa la mattina e la sera, perché si trucca! Truccarsi al volante è un’attività intelligente quanto fare la ceretta inguinale a una tigre, ma le donne sono grandi domatrici di tigri e se ne infischiano, poi può capitare che si fermino in mezzo all’incrocio, che prendano un marciapiede o che spengano la macchina invece di alzare il finestrino. *fatto realmente accaduto* L’altro punto debole della donna è il telefono, vi direte voi “guarda che anche gli uomini rispondono al telefono mentre guidano” si è vero, ma la donna dove lo tiene di solito il telefono? In borsa! Quel labirinto oscuro dal quale potrebbe uscire il Bianconiglio, succede più o meno così: suona il telefono, i primi due squilli servono per richiamare l’attenzione, il terzo è di verifica “Me lo sono sognato oppure suonava per davvero?” al quarto o al quinto squillo la donna si rende conto che deve rispondere, e in fretta anche, perché non vuole perdere la telefonata, quindi comincia a cercare, ovviamente non sa in che tasca si trova, tenta di sentire da che parte provenga lo squillare del cellulare, ma è talmente piena di inutiliterie quella borsa che il suono è troppo ovattato e allora passa alla rimozione forzata, apre tutte le tasche e scuote il tutto sul sedile del passeggero, finalmente balza fuori un simpatico coniglio bianco, vestito di tutto punto, che in una mano regge un orologio da taschino enorme e ripete “UH poffare poffarissimo! È tardi! È tardi! È tardi!” e con l’altra mano porge il cellulare che squilla alla malcapitata guidatrice, lei risponde senza degnare di uno sguardo il coniglio e ovviamente rallenta! Perché la donna è in grado di trasportare la sensazione di relax, in cui si confida con l’amica al telefono, anche nello stile di guida, diminuisce lo stress, subentra un rilassamento nervoso, e tutto rallenta, non c’è più fretta, c’è sempre tempo per fare quattro vuote ciance con un’amica, e intanto la velocità arriva a 25 km/h per la gioia delle persone che le stanno dietro. Poi ci sarebbe da parlare dei parcheggi: la donna ha una precisione millimetrica con i parcheggi, infatti riesce a fare la stessa identica manovra (sbagliata) quante volte vuole, poi il Bianconiglio le mette frette e la fa parcheggiare in verticale.

Spero che le donne che hanno letto questa pagina non me ne vogliano, se sei una donna e ti sentissi offesa allora ti consiglio questo link dove troverai la rappresentazione di come mi sento per averti offesa.

 
Il fenomeno


Si incontrano al volante delle persone davvero fenomenali, sono in grado di sfrecciare a 250 km/h nelle strade urbane, viaggiano alla velocità del pensiero per fare colazione al bar e perdere tempo a leggere il corriere dello sport, hanno il potere di richiamare il suono del clacson nell’esatto istante in cui scatta il verde, per passare prima di te all’incrocio sono in grado di bloccare due corsie, ti sorpassano in curva anche se la strada è dritta, ignorano le inutili strisce pedonali, occupano due parcheggi per evitare sportellate ma soprattutto ti si attaccano al sedere nella corsia di sorpasso e ti lampeggiano ricordandoti che tu sei di cilindrata inferiore, non meriti di sorpassare nessuno e che i loro impegni sono sicuramente più importanti dei tuoi. Il fenomeno ha il diritto di infilare il suo Suv nel parcheggio che tu avevi puntato da prima e per cui avevi già cominciato la manovra, a tal proposito mi hanno raccontato una breve storia che ora riporto qua sotto, mi hanno detto che è realmente successo, ma non so quanto sia vero: c’era una festa estiva in un piccolo paese, la gente era costretta a parcheggiare nei campi, un parcheggio in particolare aveva alle spalle un fosso molto profondo, un anziano signore stava per parcheggiare la sua Jeep quando arriva il fenomeno con una Cinquecento scassata che gli frega il posto dicendo “Nonno, il mondo è dei più furbi!” sicché l’anziano signore aspetta che il fenomeno esca dall’auto, ingrana la prima marcia e spinge nel fosso la macchina del giovane dicendo “No tonto, il mondo è di chi c’ha i soldi, e io ce n’ho tanti!”

 
La senilità


A chi non è mai capitato di trovarsi davanti al classico vecchietto con tanto di cappello piumato in testa che va a -25 Km/h lungo una dritta infinita. Cosa c’è di peggio? Avere i carabinieri dietro e non poter sorpassare! La persona anziana vive la vita con un altro ritmo: si rilassa di più perché è in pensione, ha meno pensieri per la testa e ha più tempo per fare quello che vorrebbe fare (e poi si alza alle 5.00 per andare a fare la fila alle poste che inesorabilmente aprono alle 8.00). Peccato però che lungo la strada di solito la gente ha fretta e maledice l’anziano signore che se la prende comoda, dovrebbero creare delle apposite corsie di marcia per anziani con berretto che vogliono viaggiare tranquillamente. Una volta mi è successo che, uno di questi distinti signori con cappello, mi tamponasse: io stavo girando a sinistra, dopo aver opportunatamente segnalato le mie intenzioni, e il signore da dietro tenta il sorpasso spericolato. Scende dall’auto, mi scruta con aria sospetta, si gratta la testa con il berretto ancora indosso e mi dice “La freccia l’avevi messa, ma non hai guardato dietro.”. Aveva capito subito in cosa avevo sbagliato e allo stesso tempo ha ammesso che voleva sorpassarmi, ma l’ha detto con un tono che sembrava dire “Non avevi visto che dietro di te c’ero io… e io spacco!”

 

Il tizio a sorpresa

Questo è uno dei miei preferiti, il tizio a sorpresa è una persona che all’apparenza sembra essere un attento guidatore ma poi, inaspettatamente, pesca una carta “stupidità” che gli consente di commettere azioni impensate e pericolose, come inchiodare in mezzo alla strada per far scendere il passeggero o girare nella rotonda per quattro volte fingendo di voler prendere un’uscita oppure andare sulla corsia di uscita della superstrada e poi rientrare all’improvviso. Questo personaggio, che si trova spesso per le strade, vive in un mondo immaginario tutto suo: costruisce castelli in aria, poi li delimolisce, li ricostruisce con centro commerciale in mezzo, poi ottiene un condono e poi butta giù dei reperti storici per costruirci un negozio di scarpe… il tutto mentre guida. È normale che poi quando riprende la coscienza delle sue azioni, o quando la finanza gli fa chiudere il centro commerciale costruito nei suoi castelli in aria, commette azioni stupide e avventate, come immettersi rischiando l’incidente e poi mantenere una velocità di 20 Km/h in superstrada. Al contrario del “vanitoso” al tizio a sorpresa la strombazzata clacsofonica potrebbe nuocere gravemente, innestandogli un movimento involtario del braccio e fargli partire il volante dalla parte opposta.

 

Il Tamarro

È un personaggio che difficilmente non si nota, la sua missione nel mondo è quella di far ascoltare la propria radio anche alle persone che stanno lontane metri/kilometri/anni luce, se potesse il tamarro metterebbe le casse fuori dall’auto. Non importa che auto guidi, lui la renderà sempre più brutta: alettoni/dadi di pelouches/cerchi dorati/aerografie ingombranti/vernice fluorescente/fari verdi/gumbody Meliconi. Strilla, scalpita, urla… tutto da solo, nessuno glie l’ha chiesto ma lui lo fa, deve dimostrare in ogni secondo che non si annoia, che è sempre attivo, che ha finito i neuroni, agitando la mano dal finestrino. Campione mondiale di “Questioni di principio per principi sbagliati” il tamarro considera la clacsonata un insulto molto grave e spesso lo troviamo a cercare la rissa con persone che, semplicemente, avevano suonato il clacson perché lui in mezzo alla strada si era fermato a ballare la Lambada.

Bene, questo articolo termina qui… anzi no termina qui->.

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