Dalla parte dei Rompicoglioni

Come tutti i giorni ti rechi al lavoro e apri facebook come di routine, ma non sai che il pericolo è in agguato, stai lì tranquillo e beato mentre guardi la pagina di Lady Gaga quando entrano delle persone che educatamente chiedono permesso, senti puzza di guai da quando noti la pettinatura iper laccata, il profumo invadente, il vestito elegante e dalla perfida valigetta. Dopo pochi secondi capisci di non avere scampo, sono entrati i Rompicoglioni!

Riesci a malapena a chiudere facebook che iniziano la loro tiritera: “Salve siamo della Pinco Pallino Corporation siamo qui per verificare se anche lei è interessato a cambiare la sua tariffa di Ambarabamille il nuovo sistema energetico che le farà risparmiare tempo e denaro.” E qui il dramma, non sai più cosa fare, vorresti mandarli via subito ma non vuoi essere scortese, se ti vedesse il capo in loro compagnia ti reputerebbe un perditempo e poi, il profilo di Lady Gaga, potrebbe contenere aggiornamenti di stato o nuove immagini, non ti resta altro da fare che inventarti una balla:

La balla dello sprovvisto – Mi dispiace ma il capo non c’è, non me ne occupo io, non so niente e comunque non ne avete le prove!

La balla della fede – Si conosco il vostro prodotto e devo ammettere che sarebbe utile, purtroppo però la mia religione mi impedisce di cambiare l’ente che eroga energia alla nostra azienda di giovedì, ripassi nel 2014 magari.

La balla del premuroso – Guardi non le voglio far perdere tempo ecco, noi siamo già a posto così, non ci interessa risparmiare ulteriormente, non ce la sentiamo di deludere l’ente di cui ci serviamo attualmente, se vuole le do il numero di mia suocera che vuole risparmiare sulla bolletta, anzi le do anche l’indirizzo basta che mi lasci vedere il profilo di Lady Gaga.

Tutto questo è quello che abbiamo recepito noi dalla parte del lavoratore, ma sapete cosa succederebbe se fossimo dalla parte dei Rompicoglioni? Mio malgrado l’ho scoperto, nella mia incessante ricerca di un lavoro mi sono imbattuto in un’azienda che sponsorizza un ente per l’erogazione di energia elettrica e gas, una compagnia telefonica fissa e una pay tv.

(Naturalmente i nomi riportati sono di fantasia, sai com’è, mica mi voglio beccare una denuncia per diffamazione)

Ho trovato questa ditta su internet, cercavano un magazziniere, un impiegato e un addetto alle risorse umane, è bastata una telefonata per fissare un colloquio per il giorno seguente, ma qualcosa dentro me già pizzicava, sentivo puzza di fregatura: “addetto alle risorse umane” macchèvuoldì? Sembra che gli esseri umani nascano in miniera.

Le mie paure sono state confermate il giorno successivo appena ho visto “la sede operativa” composta da: una reception, una sala d’attesa, un bagno e la stanza del direttore. Non c’erano né magazzino né uffici, ma la puzza di fregatura l’ho sentita forte quando ho parlato con l’abbronzatissimo e ingellatissimo “Direttore” che mi ha chiesto che ruolo volessi ricoprire, per poi dirmi “A noi ci serve una persona che si occupi delle risorse umane”, potendo scegliere ho scelto proprio il profilo di “persona che gestisce le risorse umane” gli ho chiesto cosa intendesse poi con questo termine tanto mellifluo quanto vago “risorse umane” e lui ha risposto “ci serve qualcuno in grado di relazionarsi con le persone, che esprima al meglio la cordialità e l’impegno della nostra azienda. Gestire le risorse umane, per noi, è molte importante.” e in effetti, dopo questa brillante spiegazione, direi che ne so meno di prima.

Un’altra cosa che mi ha fatto storcere il naso, la testa, le spalle, la schiena e le ginocchia è che questa ditta non aveva un nome ben definito: su internet c’era scritto “Super Store” poi sul citofono c’era scritto “One Moment” e infine l’abbronzato mi ha detto che l’azienda per cui lavorava si chiamava “Mr Green Christmas”, e nessuna di quelle che mi ha citato potevo trovarla su internet, pure l’ortofrutta c’ha il sito web e questi qui, che si spacciano per l’azienda più competitiva in Italia, per quale motivo non ce l’hanno?

Conscio della fregatura mi recai lo stesso lì il giorno seguente per vedere di cosa effettivamente si trattasse, ho incontrato altri due ragazzi che come me erano lì per il giorno di prova e, sorpresona, nemmeno loro avevano la benché minima idea di che genere di lavoro si trattasse.

Mi rimandano insieme agli altri in sala d’aspetto, ci fanno firmare un foglio in cui c’è scritto che per quella giornata siamo sotto la loro responsabilità, e poi ci prelevano uno ad uno e ci assegnano a dei tutori del lavoro. Da quel momento gli altri due ragazzi che erano con me non li ho più visti.

Il mio tutore era una ragazza, truccatissima, aveva talmente tanta cera che muoveva a stento la bocca, tutta sorridente mi offre la colazione e comincia con la tiritera “noi siamo un’azienda che opera nel settore del marketing, ci occupiamo di rendere note le imprese che vogliono essere sponsorizzate da noi, diventando nostri clienti si assicurano guadagni  immediati e concreti” Pubblicità, rispondo io, “non è pubblicità è marketing” se lo dice lei, poi mi spiega, con parole astruse tipo “marketing, web consulent, risorse umane,art director, master seller…” che il lavoro consiste nell’andare porta a porta per tutte le attività commerciali di una zona, per far firmare contratti con l’ente da loro sponsorizzato per l’energia elettrica e il gas: i Rompicoglioni!

Si monta in macchina (una di quelle macchine per cui un ragazzo alto 1.88 si deve rosicchiare i ginocchi), viaggiamo per kilometri e una volta arrivati a destinazione (dopo un piacevole viaggio) che si fa? Aspettiamo in macchina che aprano i negozi, e mentre si fa conversazione, scopro che la ragazza è più giovane di me (che sono già giovane di mio) e mi rendo subito conto, anche da come parla del “Direttore”, di come ha fatto a far carriera “Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?” cit.

Finalmente arriva il bello: si parte negozio per negozio a ripetere a macchinetta la tiritera prestampata “Salve, buongiorno sono Tizia Qualcosa, della ditta Pinco Pallino Spa, sono qui per verificare se lei ha cambiato la sua bolletta costosa con la nostra che è molto meno cara” il mio compito era di salutare, dire il mio nome e stare zitto, un ruolo molto impegnativo insomma, la mia capacità di concentrazione è stata messa a dura prova.

Il lavoro di suo non è male: conosci tanta gente, stai all’aria aperta, se ti va una pausa la fai quando ti pare, non hai il capo che ti sta col fiato sul collo, cammini molto, non stai tutto il giorno davanti a un pc… insomma vedevo i lati positivi, l’unico lato negativo è che devi vendere l’anima al diavolo. Si devi proprio essere un venduto e un voltagabbana perché se quell’ente che era cliente dell’azienda tua azienda decidesse di non usufruire più dei servizi di “marketing” e arrivasse un’altro ente a richiedere gli stessi servizi “marketing” , te come un automa devi imparare la nuova filastrocca e ritornare forse dalle stesse persone a cui hai sponsorizzato l’ente precedente e convincerli che questo di adesso è migliore. Devi far leva sulle debolezze delle persone per invogliarle, li devi prendere anche per sfinimento e poi devi rinunciare a un approccio umano con le persone: se non sei un robot spara frottole non avrai successo.

Ho incontrato persone di tutti i tipi:

-La vecchia pazza che ci ha scacciato perché secondo lei eravamo il male.

-Il pessimo bugiardo che alla domanda “È lei il principale?” risponde di no e poi da dietro lo chiamano “CAPO!!!”.

-L’uomo più buono del mondo: un romano che ci ha accolti come se fossimo suoi figli.

-Gli impreparati che non sanno dirti né si né no né ni.

-Gli stronzi che ti placcano sulla porta senza farti entrare nemmeno fossimo appestati.

Alla fine è stata un’esperienza interessante, peccato però che l’atto ultimo della sceneggiata a cui ho preso parte, sia stato devastantemente patetico: in macchina si ritornava nella “sede operativa” la mia tutor del lavoro mi dice che ci sarebbe stato un test a risposta multipla su cosa avessi imparato quel giorno *TAN TAN TAAAAN*, comincia così a elencarmi delle “possibili” domande e le eventuali “possibili” risposte. Per evitare malintesi una volta arrivati, prima di scendere dalla macchina mi risente la lezioncina che mi aveva insegnato. Il test era più o meno il seguente

Domanda 1) che vantaggio traggono i nostri clienti?

risposta che avrei dato io: loro pagano per avere della pubblicità, quindi avranno un incremento di clienti.

-Sbagliato- la vera risposta era: i clienti hanno la possibilità di incrementare il loro capitale sociale. -> COSA? Perché? Non sta né in cielo né in terra sta cosa!

Domanda 2) che vantaggio traggono le persone a cui facciamo firmare contratti?

risposta che avrei dato io: risparmiano tempo, evitano di andarsi a cercare la soluzione migliore per la loro bolletta di gas, luce, compagnia telefonica e pay tv perché arriviamo direttamente noi nel loro quotidiano a informarli delle offerte.

-Sbagliato- La vera risposta era: il risparmio economico. -> Bhè si certo, il risparmio… cercavano forse di farmi cambiare bolletta pure a me?

Domanda 3) Qual è la formula per vendere tanto?

Risposta che avrei dato io: bravura fortuna e tanto culo.

-sbagliato- la risposta era: statistica (più negozi batterai e più probabilità di successo avrai) -> NO! Cioè si, ma no cavolo, non sta scritto da nessuna parte che la statistica funziona: anche se avessi il 99% di probabilità di farcela, se non sei bravo e se non hai fortuna rimani l’1% che non ce la fa!

Il test era niente meno che un lavaggio del cervello, ma non finisce qui, ora il gran finale della sceneggiata: il colloquio finale.

Dopo aver ripassato la lezione di falsità con la mia tutor entro nella “sede operativa” e noto subito che hanno messo della musica della nostra cara amica Lady Gaga nello stereo, a tutto volume, vedo gente ballare, cantare, bere spumante, l’ambiente lavorativo più gioioso che potessi trovare.

Finito il test (al quale rispondo correttamente) entro nell’ufficio del “Direttore” per il colloquio finale, è diventato tutto un “diamoci del tu” “hai visto che bisboccia?” “ti è piaciuta la giornata di oggi ?” poi mi chiede come mi vedo tra 15 anni, gli rispondo con delle frasi preimpostate: “Mi vedo realizzato con una stabilità economica che mi permetta di vivere onestamente con la mia famiglia, con un lavoro che mi conceda di dedicarmi ai miei numerosi hobby e con l’armatura di Iron Man, tanto dopo ‘realizzato’ e ‘stabilità economica’ la tua attenzione è calata talmente tanto che sento le mosche ronzare nella tua testa vuota”. “Molto bene” risponde lui ammirato, e mi domanda come ho trovato la mia tutor, gli rispondo che è una persona seria, affidabile ecc. e lui mi dice “bhè è ovvio, lavora con noi da molti anni (è una balla: lavora solo da 3 anni, me l’ha detto lei nella pausa pranzo), ma io la conoscevo già da molto prima (“Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati? cit.”) lei di qua lei là bla bla bla”. Poi mi mostra un grafico disegnato da lui (a mano) che “dimostra” come la statistica influenzi il buon rendimento, seguendo il suo discorso mi viene voglia di dirgli “Non sai disegnare nemmeno due rette! E la X sul grafico non è l’ordinata ma l’ascissa! CAPRA! STUDIA DANTE!” dal grafico si evince che un balbuziente nano che emana radiazioni potrebbe diventare ricco vendendo porta a porta, basta che si impegni. Dopo mezz’ora in cui cerca di convincermi che, farmi il culo per la sua azienda, sia l’unico modo al mondo per fare carriera, fa entrare la tutor per un resoconto della mia giornata lavorativa, la sua faccia sta per sgretolarsi ma riesce a tirar fuori balle micidiali lo stesso: “Ho visto in Jack la voglia di crescere, la determinazione di un ragazzo che mai si fermerebbe davanti a nulla, è intelligente, scaltro, preparato, mi è stato di grande aiuto”. MA QUANDO MAI? Tutto il giorno non ho fatto altro che dire il mio nome e lasciar parlare lei! Determinazione un corno, sono rimasto solo perché stavo percorrendo una strada mai provata prima, e che mai più riprenderò. Dopodiché il “Direttore” mi guarda sorridendo “Sai, la tua tutor, non è solita fare complimenti, è sempre molto critica e severa, ma se dice così vuol dire che l’hai colpita, stai per essere assunto, devi solo darmi un motivo per farlo, dimmi perché oggi ti dovrei assumere!” e io gli rispondo “Perché sono un ragazzo che ha voglia di crescere, determinato, intelligente, scaltro preparato e non mi fermerei davanti a nulla.” è fatta! Sono pronto per essere assunto, sono un genio, ci mancava poco che mi venissero a cercare a casa. Purtroppo poi gli ho detto che non ero interessato a farmi prendere per i fondelli per 500€ al mese più pochi spiccioli di provvigioni.

In conclusione però voglio spezzare una lancia a favore dei Rompicoglioni: è un mondo strano quello del Rompicoglioni, di sicuro non sono tutti delinquenti, devono pur sempre vivere di quello che fanno, non trattateli come pezze da piedi, non insultateli, se avete 5 minuti da dedicargli fateli sedere offritegli un bicchiere d’acqua, girano tutto il giorno e parlano senza sosta, ovviamente non comprate nulla, mai comprare subito, fatevi lasciare un recapito, un depliant, ci riflettete, comparate le offerte su internet e poi dopo potete valutare se accettare o meno.

Quest’ultimo pezzo esprime umanità e a tratti è Capitan Ovviesco… concluderò dicendo “le Bombe delle sei non fanno male…cit.”

PS evviva Lady Gaga.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in True story e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Dalla parte dei Rompicoglioni

  1. HaruhiS89 ha detto:

    Ho intrapreso anche io questo percorso anni fa, anche se mi sono fermata prima sapendo che non era esattamente ciò che desideravo fare, per i motivi da te elencati e per il fatto che mi vedo meglio a lavorare back office. ^^ Ottimo articolo, mi hai fatto ridere perchè hai saputo descrivere una situazione a tratti delicata con il giusto spirito di ironia. Direi che un blog così me lo leggo volentieri caro. 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...